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Barcellona: il mio strano rapporto con questa meravigliosa città

20 febbraio 2018

Ovvero quando una città, in queso caso Barcellona, è così strana che non riesco a definirla.

 

“Los suspiros son aire y van al aire. Las lagrimas son agua y van al mar.”

“I sospiri son aria e van nell’aria. Le lacrime son acqua e van nel mare”

 

Ho avuto la fortuna di visitare questa meravigliosa città due volte. E per due volte non ho capito nulla. Per due volte, non ho saputo esprimerla e non ho saputo farmi comunicare qualcosa dalla città. E’ difficile, lo ammetto. Ho delle strane sinergie con le città che visito, tanto da riuscire ad entrare in contratto, sentirci e trasmetterci bellezza. Ma con Barcellona non ho avuto nulla, solo confusione.

Lasciate che mi spieghi.

La prima volta che mi sono recata in questa città ero con un’amica. Io stanchissima dopo mesi di lavoro stressanti, mi prendo la prima vera pausa e affrontiamo un weekend in questa nuova città. In quel momento mi sarei volentieri trascinata in giro senza sforzarmi da quanto ero stanca, ma la mia amica, forse un po’ più riposata di me, ha deciso di programmare tutto, minuto per minuto, visita per visita. Ho deciso di sforzarmi, di concentrarmi, ma soprattutto di svegliarmi presto al mattino e di vedere la città nella sua piena bellezza.

Li ho scoperto un posto meraviglioso chiamato Sagrada Famìlia. Con guida alle orecchie abbiamo visitato per tutta la mattina quella splendida cattedrale della luce. All’interno ho pianto. Ero commossa da tutta quella bellezza e da tutte quelle luci.

Barcellona - Sagrada Familia

Barcellona - Sagrada Familia

Dopo questa meraviglia, sono stata accontentata e abbiamo dedicato il pomeriggio alla visita della Barceloneta e soprattutto abbiamo oziato in spiaggia.

Poi se devo essere sincera è tutto così confuso. Per esempio se non avessi sotto mano le foto non ricorderei nient’altro. Ho rimosso tutto.

Ma guardando le foto posso dire che abbiamo camminato per il centro storico della città, siamo entrate ed uscite per altre chiese: la Cattedrale, la basilica di Santa Maria del Mar, mangiato tapas, qui trovate il post dedicato, e abbiamo fatto una assolata camminata con il peso del trolley per le Ramblas. Nada mas.

Alla domanda al rientro “Com’era Barcellona?” mi limitavo a rispondere con un “Bellissima, colorata e assolata”, ma in realtà avevo tantissimi punti di domanda e non riuscivo a trovare una risposta. Mi è piaciuta, ma non ho avuto la giusta chimica con Lei? Non saprei.

Ho deciso di dare una seconda opportunità a questa città.

Sono andata quest’autunno con i colleghi. Anche questa volta tutti troppo stanchi e stressati per apprezzarla, tant’è che si rischiava di dormine fino a mezzogiorno. Io non ho accettato questa “regola” e mi svegliavo sempre prima di tutti per visitare la città da sola. Ammetto che in quelle poche mattine ho visto tutto quello che avrei voluto vedere la volta precedente, ma che non avevo fatto in tempo.

Sono passata, dotata di audio guida, a visitare dalla Casa Batllò alla Casa Milà.

Barcellona - Casa Batllò

Barcellona

Passando poi in compagnia per il Monte Tibidabo, dove sono volate parole, pensieri sul futuro ed emozioni che forse era meglio lasciare a casa.

Barcellona - Tibidabo

Barcellona

Barcellona - Tibidabo

Agli aperitivi con vista sul W Barcelona Hotel.

Barcellona - W Barcelona Hotel

Barcellona - W Barcelona Hotel

Alle tavolate tipiche che concludevano quella stagione spagnola a base di tapas e vino tinto.

Questa seconda volta l’ho vissuta con malinconia, con nostalgia che stesse finendo poco per volta quel meraviglioso sogno che stavo vivendo. L’ho vissuta tornando con amarezza, con voglia di vivere sempre in quel momento. Con pensieri fatti e persi nel vento caldo di Barcellona. Con la consapevolezza che ancora una volta devo fare affidamento solo su di me e che devo scegliere ciò che è giusto per me.

Qui rispetto alla prima volta ricordo ciò che ho visto, ma le mie foto erano tristi, io ero triste nelle foto. Alla domanda “Ti è piaciuta Barcellona? Ti sei divertita?” rispondevo con un leggerissimo si, anche sei realtà sapevo che provavo l’opposto.

Sono convinta che Barcellona sia una fantastica città, che abbia il giusto mix tra città moderna e storica, e mare. Dove si trova di tutto dalla cultura al divertimento notturno e diurno. Ma qualcosa mi ha lasciata incompleta.

Le mie conclusioni sono le seguenti:

– devo visitare Barcellona quando sono in forma fisicamente e psicologicamente

– devo visitarla da sola. Forse ha bisogno di farsi conoscere senza che la divida con qualcun altro.

Scherzi a parte.

Vi è mai capitato di avere e vivere queste sensazioni con una città, o durante un vostro viaggio?

Vi è mai capitato di non riuscire a inserirvi o non riuscire ad apprezzare al meglio una città?

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