Viaggi

Costa Azzura: la mia prima vacanza in barca a vela.

1 marzo 2015

“Salire a bordo di una barca a vela è stato come un viaggio senza ritorno, una specie di percorso emotivo di rinascita”

Non posso che approvare. Quando metti per la prima volta il piede, rigorosamente scalzo, sul legno della barca non sai cosa ti aspetta, e soprattutto non sai che quel passo, sarà il primo fra tanti che ti porterà a un cambiamento interiore.

La nostra vacanza inizia al porto di Marsiglia. Una prima occhiatina alla barca “Madame CiVulìa”, il tempo veloce di cambiarsi e di corsa a far cambusa. Preparare una pasta fredda, il primo aperitivo a bordo, ci raggiungono tutti e finalmente l’equipaggio è al completo, si può iniziare a rilassarsi tra chiacchiere, musica e del buon vino. Esausti del viaggio andiamo a dormire presto e il tempo di sdraiarsi, di pensare come sarà dormire a bordo, che effetto farà, che il mare inizia a cullarti, sembra di ritornar bambini e tra i ricordi e la dolcezza, ci si addormenta.

Il mattino ci si sveglia un po’dai raggi del sole che filtrano dagli oblò e un po’perché un gabbiano si è appoggiato alla barca e inizia a strillare. Il tavolo nel pozzetto è già apparecchiato e i mattinieri sono andati a far rifornimento di baguette e croissants poire-chocolat. Colazione, costume e si esce dal porto. Inizia la navigazione a motore, ci ricopriamo di crema solare protettiva, noi che veniamo dalla città siamo colore del marmo e il sole mascherato dal vento brucia. C’è vento, spegniamo il motore e  spieghiamo le vele. E si va, si naviga e il mare continua a cullarti con più fervore. Lo skipper ci spiega, si racconta, risponde alle domande e ai più temerari fa anche timonare.

Il tramonto dalla barca

Arriviamo alla prima meta dove trascorriamo la notte in rada: Les Calanques, gettiamo l’ancora con manovre che coinvolgono tutto l’equipaggio e inizia il relax, bagni a non finire. L’acqua è meravigliosa, azzurra, fresca, salata. Dopo il tramonto viene il momento della doccia, siamo in sette con due bagni, ma lo skipper sa, e ci insegna come si fa il bagno quando si è in rada. (vedi: astenersi maniaci dell’igiene) La sequenza è: tuffo in acqua, veloce perché è fredda, si risale, ci si insapona, tuffo per sciacquarsi bene, e si risale per passarsi con l’ acqua dolce per togliere il sale. E voilà in due minuti di orologio si è fatta una doccia che a casa richiede almeno mezzora, chi l’avrebbe mai detto. Perché in barca l’acqua è un bene prezioso, che non si spreca perché i litri nel serbatoio sono limitati.

La cena tipica è un buffet con aperitivo, della buona musica e chiacchiere che continuano fino a notte. La notte è meravigliosa buia, le uniche luci che si vedono sono quelle degli alberi delle altre barche e delle stelle. Le stelle con la S maiuscola perché sono quelle che non puoi vedere in città, uno spettacolare manto che ricopre il cielo, e sono tantissime, luminose, vicine, sembra quasi di toccarle. Ci divertiamo a unire i puntini e immaginare che forma vediamo.

Una mattina, un'alba

Riprendiamo la navigazione per Ile des Embiez, altra isola, dove scendiamo per fare un po’ di rifornimento e visitare l’isola dall’alto. Anche qui restiamo in rada per la notte. La bellezza è che, con un po’ di immaginazione si riesce a vedere la danza sincrona che fanno le barche, girandosi tutte insieme dallo stesso lato in direzione del vento.

La danza delle barche sull'acqua

Rosso

Inoltre dal mare si vede la costa ed è uno spettacolo piena di luci e si può cenare mentre si guardano i fuochi d’artificio, che sembrano essere fatti apposta per le barche ormeggiate.

La nostra navigazione prosegue verso l’isole di Porquerolles, l’isola Du Levant, per poi fare rotta verso Saint-Tropez.

Boat

Silhouette

Untitled

Eccoci qui, a Saint-Tropez, nella meta più aspettata, dove ormeggiamo in porto, ergo doccia vera con shampoo e balsamo. Cena e via verso la città. Avevo aspettative diverse, forse dopo così tanta natura tornare in una città in cui regna sovrana la movida, il caos e il lusso, le luci era troppo. Di giorno ha un altro fascino e la preferisco.

 

Ultima tappa isole di Lernis, dove dalla barca si vede un monastero, alcuni raccontano di essere entrati e aver preso i liquori che solo i frati sanno fare così bene. Quella notte siamo andati a dormire con il temporale che si avvicinava e le barche non danzavano più in sincronia ma ciascuna per se. Inevitabile la sveglia nel cuore della notte con il temporale. In quel momento la barca è una maestra che ti insegna a vivere, ad essere forte, che tu puoi prevalere sulle tue debolezze e limiti. Ti educa che il panico, la paura e l’ignoto possono essere superati e tu sei più forte di loro. Abbiamo superato il temporale e dopo una tazza di te caldo con sfondo il sole che sorgeva, è tornato tutto come prima.

Buongiorno

Cielo blu

Il viaggio si è concluso a Menton.

E’ sorprendente osservare la costa dal mare, le sfumature che alternano la terra, la vegetazione che sembra perfettamente disegnata da un pittore con gli acquerelli, i paesaggi che cambiano in base alla città, le luci della notte, non si ha l’idea di quanto sia illuminata una città finché non la si osserva da fuori. Questo uscire fisico, il vedere da un’altra prospettiva aiutano a distaccarci e ci insegnano che è meraviglioso solo se si cambia prospettiva e il modo di guardare.

Sono ancora grata di questa esperienza e la racconto ogni volta che incontro gente nuova. E non posso fare altro che dirvi provate e buttatevi perché la barca e il mare hanno solo da insegnarci e lasciare in noi un ricordo indelebile.

P.S. se soffrite il mal di mare, ricordatevi di portare con voi lo zenzero candito, dura nel tempo ed è un rimedio efficace contro la nausea e l’acidità.

photo credits | Laura

Altre foto le trovate su Flickr

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