Londra

Fish and Chips ricetta – Momento nostalgia in corso

28 settembre 2014

Spostarsi grazie se non volete essere investiti.

E’ domenica, una qualsiasi domenica tranquilla e penso alle domeniche passate a Londra, quando si dormiva fino a tardi, ergo le 10 a.m. e dopo una colazione con calma e una doccia mi dirigevo verso il centro per fare la cosa più naturale che esista: passeggiare.

Quelle domeniche talmente lente che se mi andava non prendevo la Tube per spostarmi ma il Bus per vedere la città e a ritrovarmi a guardare ogni via e il panorama con gli occhi di un bambino, pieni di stupore, senza distrarmi un secondo perché dovevo fare, dovevo vedere. A ritrovarmi eccitata a saltare sul sedile, se individuavo una via, uno scorcio, un posto nuovo o qualcosa che mi ricordava qualche posto letto su un libro o semplicemente mi evocava una sensazione, gioivo con sguardo incredulo delle persone accanto. Mi accorgevo dello sguardo e facevo spallucce, “mica ho tempo di vedere te che mi guardi male, devo vedere Londra”.

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Quelle domeniche in cui ti incontravi con le persone, avevi appuntamenti, vedevi gente, o semplicemente da sola a chi importava infondo. In cui decidevi se chiacchierare, camminare o vedere cose, in cui il tempo eri tu a dettarlo e non viceversa. Una domenica sono rimasta con un’amica quasi due ore ferma in un punto sotto la London Eye a contemplare il Thames e il Big Ben e a parlare senza fretta, pensieri, preoccupazioni.

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Le domeniche in cui avevamo preso come tradizione la sera di fermarci in un pub tipico a mangiare del “sano” Fish and Chips, accompagnato rigorosamente da birra o coca per “stoppare”. Quelle chiacchiere non bene comprensibili perché alla fine di una lingua che si sta imparando non si conoscono tutti i vocaboli, e quindi tra un boccone e l’altro o contemporaneamente si cercavano le parole sul traduttore, si mostravano a spagnoli, tedeschi, russi che rispettivamente cercavano il significato nella loro lingua. In pratica frasi semplici diventavano lunghissime da produrre e a volte ci si dimenticava anche delle risposte, o con una bella risata si tergiversava e il significato era “te lo dico dopo”.

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Quelle domeniche in cui appesantita dalla leggerezza del fritto ti ritrovavi a correre in stazione per prendere l’ultimo treno perché i Bus sono pochi “perché è Sunday“, e una volta sul treno potevi collassare soddisfatta.

Insomma quelle domeniche li in cui l’ozio fa da padrone. Ah, quanto mi mancano quelle domeniche lì, quanto mi manca Londra, quanto mi manco Io a Londra.

E oggi è domenica e per cena vorrei un sano Fish and Chips in quel bellissimo pub con quel cameriere che mi insegna nuovi vocaboli perché alla domanda “cosa vuoi da bere” io rispondo “coca cola”, e li parte sicura la domanda “da dove vieni”. Ehehe oops! E il dubbio rimasto, ma come si dice? Cosa dovevo dire?

Condivido questa ricetta trovata sul Sole 24 ore.

Ingredienti:

– 500 g di filetto di merluzzo
– 500 g di patate
– 100 g di farina
– 1 bicchiere di acqua frizzante
– 1 tuorlo
– mezzo cucchiaino di lievito
– olio di semi
– un cucchiaio di aceto
– sale

Cominciare dalla pastella mescolando il lievito in polvere con l’aceto. Unire la farina setacciata con il sale, un tuorlo e acqua gelata frizzante. Friggere le patate tagliate precedentemente a bastoncino in olio di semi. Immergere i filetti di merluzzo nella pastella adagiandoli nell’olio bollente fino a doratura.

Se volete fare da veri inglesi, servite il tutto rigorosamente ustionante, e inoltre unite i piselli tolti dalla scatola senza cucinarli e salse a volontà, non ho idea di cosa mettessero, ma potreste farla con un alto contenuto di aglio, così siete sicuri che sarà perfetta.

Mmmm, buona cena leggerissima.

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