Il Viaggio verso se Stessi

Come i viaggi in solitaria influiscono sulla quotidianità e viceversa.

23 ottobre 2017

Alla fine sono arrivata a credere in una ricerca che io chiamo La Fisica dell’Anima, una forza della natura governata da leggi reali quanto la legge di gravità. La regola di questo principio funziona più o meno così: se sei abbastanza coraggiosa da lasciarti indietro tutto ciò che è familiare e confortevole e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa a vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esterna che interna, se sei veramente intenzionata a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio, se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti, e se sei preparata soprattutto ad affrontare e perdonare alcune realtà di te stessa veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa.

Mangia, prega, ama.

 

Ho iniziato a viaggiare prevalentemente da sola da qualche anno, per la precisione da 3 anni.
Ho iniziato perché semplicemente ero stanca di aspettare. Che gli altri fossero pronti, il momento giusto o trovare qualcuno che avesse voglia di condividere la stessa meta o la stessa avventura.

Ho semplicemente iniziato, mi son fatta coraggio, e un evento ha tirato l’altro.
Ho sviluppato un’autonomia e ho imparato l’arte dell’indipendenza dai fattori esterni, dalle cose e soprattutto dalle persone. Ho imparato a conoscermi, ad apprezzarmi e a coccolarmi. In pratica ho messo me, per la prima volta, al centro del mondo.

Mi rendo conto, che questo modo di vivere possa essere scomodo o innaturale, perché non tutti lo hanno o lo conoscono. Io stessa fino a qualche anno fa giudicavo chi viveva in questo modo dando dei pazzi o degli asociali.

Ma anche se viaggio con altre persone, ho bisogno di scoprire la città da sola, di ritagliarmi spazi come se fossi in viaggio da sola. Mi sveglio presto la mattina e parto alla scoperta, di ciò che mi da emozioni e di ciò che più mi serve in quel momento. Beh, inevitabilmente mi perdo e il gps non mi è mai favorevole, ma finisco sempre con il ritrovarmi, e questa cosa mi da ancora più energia, ancora più carica e fiducia in me.

Ultimamente mi sono accorta che applico la filosofia del viaggiare da sola anche a casa, e quindi nella quotidianità.

E, aimè, mi sono soprattutto accorta, che nella quotidianità questo modo di vivere autonomo e individuale, desta enormi sospetti.

Ho bisogno di spazi, di momenti per me, per il mio equilibrio interiore e spesso per ritrovarmi. Non mi piace più stare a contatto continuo con le persone, fare tutto insieme e non staccarsi mai.

Eppure si è abituati per la maggior parte a stare insieme come obbligo, tra amici, fidanzati, mentre si mandano mail o si telefona. Tutto insieme, altrimenti “Cosa fai tutta sola, ti annoi”. “No”. 

Diciamo che preferisco trovare il buono in ogni persona che incontro, trarre un insegnamento e farlo mio, ringraziare e poi lasciare andare quella persona.

Non fraintendetemi, le persone mi piacciono e come essere umano ne ho bisogno, sia del contatto fisico che della presenza, però come dico a piccole dosi. Non mi piace fare affidamento o dipendere da queste. Ho sempre trovato scomodo il dover dipendere da qualcuno, solo che non avevo il coraggio di staccarmi e fare da me. Ora che ho acquisito le suddette palle, scusate il francesismo, mi distacco appena ne sento il bisogno e inevitabilmente la reazione è quella di sembrare un’associale sociopatica, e generare grosse risate. Beh, almeno diverto.

Sarà che tutte quelle frasi che ho sempre letto tipo “impara ad amarti, e gli altri impareranno ad amare te” oppure “impara a stare da sola con te stessa, perché sarà la persona che ti terrà compagnia tutta la vita”. Ecco queste frasi hanno forse generato in me ansia, parecchia, e ho iniziato a prenderle alla lettera.

Sarà, ma io un’associale non mi sento. Mi sento solamente vittoriosa di aver raggiunto un obiettivo e una stabilità così grande, e ora quando vedo una donna che beve da sola un Martini in un bar, non mi limito più a pensare “Povera è senza compagnia” la guardo, sorrido e mi si riempie il cuore di gioia e penso “Che bello. Che meraviglioso regalo. Grazie”.

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