Libro in valigia

“Big Magic” – Fate ciò che vi fa sentire vivi

16 gennaio 2017

Latitanza, ogni tanto mi piace. Sparisco per ritrovarmi. Dopo alcune considerazioni sulla sindrome da rientro, e su come affrontare le relazioni, (Qui e Qui i post in riferimento) ho deciso di ritirarmi a riflettere. A fare il bilancio, e capire che strada scegliere del famoso bivio. In queste occasioni di scelta, preferisco isolarmi e farlo viaggiando, in direzione Umbria – Assisi. Ma questa volta il viaggio l’ho fatto restando a casa, mentalmente e spiritualmente.

Purtroppo l’ho capito tardi, e come si dice “meglio tardi che mai”, ho capito che in questi momenti non si deve aspettare la folata di vento che ti spinga in una direzione piuttosto che in un’altra, bisogna agire. E fare “Come dico Io”, altrimenti il dolore delle conseguenze della non scelta sarà così forte da consumarmi e immobilizzarmi. Per cui, ho imparato ad agire, a fare le famose tabelle del Pro e Contro, anche se ammetto che alla fine i dubbi sono presenti come prima, ma forse vederlo su carta tranquillizza un po’ di più.

Un aiuto fortissimo me lo danno i libri, che improvvisamente si manifestano a me, e mi aiutano ad affrontare certi momenti bui. Questa volta, un libro in particolare mi ha incantata ed aiutata.

Big Magic – Vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa

di Elizabeth Gilbert

L’autrice di “Mangia, Prega, Ama”. La adoro come scrittrice, ma prima ancora come donna, un’incredibile donna che, con il best seller sopracitato, ha donato l’arte del coraggio all’umanità. Si capisce che la venero?

Ma in questo libro ancora di più. Si racconta, e incoraggia a vivere una vita creativa, che non è intesa come essere necessariamente un’artista, ma è vivere spinti dalla curiosità, non dalla paura. Perché questa è “un desolato camposanto dove i nostri sogni si seccano al sole“. Mentre una vita creativa è una vita amplificata, più grande, più felice, e più espansa.

Insegna a non abbandonare ciò che ci piace, ciò che ci rende felici e creativi. Indipendentemente da ciò che ci dicano gli altri. Se a noi piace, coltiviamolo!

Spesso ci sentiamo dire “cosa ti serve scrivere, non ti porta nulla?” o “cosa fai a fare questo o quest’altro, se non ottieni nulla” o “perdi solo tempo”. E’ vero, non guadagno nulla che si possa toccare con mano, se non la mia felicità e la mia tranquillità. Io quando scrivo mi sento me stessa, mi rilasso, mi alleggerisco, mi libero di un peso che a tenerlo dentro mi sembra che mi soffochi. Non riesco a farne a meno. Vedere i miei pensieri tradotti in parole, è ciò che mi fa essere Laura.

“Non so che cosa penso finché non lo scrivo” – Joan Didion

Per cui, a queste parole ho deciso che non farò altro che scrollare le spalle, girarmi dall’altra parte, prendere carta e penna, o il pc, e iniziare a scrivere.
La vita è la mia, e io la gestisco come voglio, non mi piace che mi si dica come o cosa fare.

“Fate ciò che vi fa sentire vivi. Seguite le vostre passioni, ossessioni e compulsioni. Fidatevi. Create a partire da qualsiasi cosa provochi una rivoluzione nel vostro cuore. Il resto verrà da sé”.

Ciò che conoscevo già, di cui parla la Gilbert, è la vita che hanno le idee.
Sono forme di vita energetica, incorporee, dotate di coscienza e di volontà, separate da noi, ma in grado di interagire con noi. Afferma che le idee ci girano continuamente intorno alla ricerca di un essere umano disponibile. Quando trovano qualcuno in grado di portarle nel mondo, gli fanno visita e attendono di essere realizzate. Ma se questo umano non è in grado di soddisfarle, abbandonano e passano a qualcun altro.

E’ un concetto un po’ folle se non l’avete mai sentito, me ne rendo conto. Io conoscevo un’altra versione. L’Universo genera un’idea, la invia a un tot di persone, e la più rapida, che senza ripensamenti, ma, se o dove, riesce a metterla in pratica, avrà una realizzazione rapida e facile.

Quindi come ho detto, conosco questo pensiero e in parte lo condivido, ma per qualche ragione fatico ad accettarlo. Egoisticamente quando ci viene un’idea e la mettiamo in pratica, la sentiamo come nostra, come una nostra creazione. E quando vediamo qualcun altro che ha reso il concetto simile al nostro ci assale il nervoso e l’esclusività. A me succede così. Mi arrabbio, mi viene da pensare e chiedere in continuazione perché non ci sia un po’ di originalità, e per quale cavolo di motivo devi creare qualcosa come la mia idea.

“Nel luogo da cui viene l’ispirazione non esistono tempo e spazio, non c’è competizione, né ego, non ci sono limiti. C’è solamente la fermezza dell’idea, che si rifiuta di smettere di cercare finché non trova un socio altrettanto determinato”.

Sono concetti difficili da fare nostri e da accettare. Con il tempo e le giuste guide, è probabile che ciò si verifichi, ma per ora quando leggo queste cose, storco un po’ il naso e fatico a farle mie.

Anche se in fondo l’Universo è abbondante, e c’è posto per tutti!

 

  1. Idee un po’ strane, sì, e infatti è per questo che evito di spendere soldi in questo tipo di libri. Sarà che mi sento di vivere una vita pienamente realizzata per quanto mi è possibile, ma credo che passerà ancora un po’ prima che mi cimenti in queste letture!
    A presto!

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