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DIY: Braccialetti dell’amicizia (gratitudine)

1 ottobre 2014

Si lo so, il nome corretto sarebbe braccialetti dell’amicizia, ma non ho ben compreso perché si chiamino così, e su internet non c’è nulla che lo giustifichi. Forse perché li fai in quantità industriale da regalare a ciascun’ amica? O forse perché mentre li costruisci vorresti tanto imprecare, ma ricordandoti che sono per un’amica mantieni la calma e procedi tirando fuori il Buddha che c’è in te? Bah, sta di fatto che per non sbagliare ho dato una mia reinterpretazione.

Ci sono tantissimi tutorial, spiegazioni su internet da cui imparare tecniche diversissime, quella che ho usato è la più semplice e meno sbatti.

Vi occorre

– fili di cotone, 5 o più in base alla larghezza che volete dare al bracciale; Moulinè DMC i più resistenti e indicati

– forbici

– qualcosa con cui fermare il braccialetto, scotch o pinze con delle cartellette

 photo DSCN0055.jpg

Il procedimento è semplicissimo.

Tagliate i fili di una misura abbastanza comoda per poter fare tutti i nodi, io ho usato una lunghezza di 150 cm per ciascun filo. Piegateli a metà facendo un nodo in cima, così da ottenere 10 fili uguali, due per ciascun colore. Fissare il nodo con dello scotch di carta o delle pinze.

Separare i fili 5 al lato destro e 5 al lato sinistro così si avrà da entrambi i lati 5 fili con gli stessi colori.

Ora si procede col fare i nodi. Potreste farli rispettando una gradazione cromatica o a vostro piacere.

Si parte dal filo più esterno a destra, nel mio caso il turchese, e lo si annoda al filo più vicino, verde tiffany, componendo due nodi, o più in base allo spessore che preferite, uno sopra l’altro. Cosi via coprendo gli altri 4 fili (rispettivamente il bianco, il giallo e il blu) così che risulteranno sempre dei nodi dello stesso colore. Poi si parte con lo stesso colore turchese da sinistra ad annodare (verde tiffany, bianco, giallo e blu) fino che non si arriva in centro, per chiudere il tutto con due nodi dello stesso colore turchese.

E cosi via, con un altro colore fino all’infinto del bracciale.

Un consiglio, i nodi non fateli strettissimi lasciateli un po’ morbidi in modo che possiate meticolosamente spostarli per coprire qualche piccolo errore.

Altro consiglio, il lato sinistro non mi usciva benissimo come quello destro, forse perché son destrorsa, quindi lo giravo in modo che mi trovassi a fare i nodi sempre sul lato destro. Non so se capita a qualcun altro o sono un caso patologico, ma se non vi dovessero uscire bene, sapreste come rimediare.

Al termine del braccialetto o delle vostre forze di autocontrollo, chiudete il tutto con un altro nodo grande come quello fatto all’inizio e da entrambi i late componete delle trecce per concludere nuovamente con due nodi.

Per non imprecare, ascoltate della buona musica, fatevi un goccio di qualcosa che vi rilassi ma non troppo da farvi vedere il doppio dei nodi, e vedrete che finirete tutto in fretta.

Se non avete capito un tubo di quello che ho scritto, probabile, vi ricordo che Youtube è a vostra competa disposizione ed è gratuito.

 photo DSCN0086.jpg

Vi spiego infine perché della gratitudine.

Gratitudine perché a Londra e da che son tornata è l’unica parola che conosco e continuo a ripetere, a mo’ di catatonico in trans con la lacrimuccia pronta ad uscire. Ho letto su qualche libro New Age che è importante avere un atteggiamento di gratitudine e il solo provarla porta altre cose che per cui ringraziare. Crederci o no, a ciascuno la sua scelta, ma so di per certo che a Londra ho ricevuto tantissime sorprese inaspettate, tutte ovviamente da ringraziare. E poi mi porto avanti con i regali di Natale, che vuoi di più!

C’è un braccialetto con un procedimento simile, dei rosari che ho visto fare dalle suore, sono rosari russi credo, che hanno tanti nodi uno sovrapposto all’altro, ma sono molto difficili da fare e impegnativi, insomma solo la maestria e la pacatezza delle suore permette di non sclerare. Comunque, il bello di questi rosari è che chiunque, suore o non li confezioni, durante la costruzione di ciascun nodo la persona che li prepara deve dire una preghiera per la persona a cui poi lo donerà. Quindi è un bel gesto. Io non son riuscita a dire una preghiera per ogni nodo, sono davvero troppi e le imprecazioni erano sempre presenti, ma mi ricordavo di tanto in tanto di ringraziare per avere quella persona per cui lo stavo componendo.

Insomma credo sia un bel regalo da fare, le cose fatte a mano se fatte con decenza, sono sempre un dono gradito, e come bigliettino ci si può sbizzarrire dicendo frasi tipo “ogni volta che lo vedrai al polso ricordati di ringraziare per qualcosa” o semplicemente “grazie di esserci”, la fantasia non manca, tirate fuori le idee.

E buon divertimento!

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