Viaggi

Desiderare “Dai grandi spazi” la montagna.

10 marzo 2015

Finalmente sono andata a vedere la mostra di Walter Bonatti, all’ultimo ma son riuscita.

Dopo vani tentativi di richiesta ad amici e conoscenti, ovviamente nessuno interessato a partecipare, mi sono detta che se visito i musei da sola a Londra, posso farcela benissimo anche a Milano. E così è stato, ho sconfitto la paura e sono andata.

Beh, è stata una meraviglia, un appagamento per tutti i sensi. Soprattutto perché visitare le mostre da soli ti permette di vedere le cose con calma secondo i tuoi tempi, diciamolo è fastidioso essere con persone che ti mettono fretta o che mentre tu stai ancora leggendo l’introduzione loro sono già alla fine della mostra “perché non c’è nulla di interessante”.
Ma come si può, argh.

L’intera mostra è stata un appagamento sensoriale, le stupende fotografie esposte trasmettevano la sensazione di essere li in quell’istante, di riuscire a percepire il freddo pungente dei ghiacciai, l’umido dell’acqua, l’odore del sottobosco. I colori accesi, pieni e meravigliosi di terre e posti che nemmeno ci immaginiamo che esistano.

Inoltre traspariva il rapporto e il rispetto unico e raro con la Natura “Mi trovo a pochi metri ormai da un ippopotamo, che sembra tollerare la presenza dell’ uomo nel “suo” fiume. Ho raggiunto la fiducia degli animali“. Insomma dei veri e propri capolavori.

“…rimaneva lo stile, un fatto soggettivo che deriva dall’anima. Ebbene, qui mi sentivo anch’io fotografo, ed ero contento che altri potessero giovarsi del mio modo di sentire per entrare nel contenuto delle mie immagini cogliendone le emozioni. E in questo ero anche più rigido di chi si accontenta di ottenere una foto tecnicamente perfetta: per me una bella immagine è tale solo se, oltre a raffigurare degnamente un soggetto, coinvolge la sensibilità e la fantasia di chi la osserva al punto di renderlo partecipe persino di ciò che precede e segue il momento, o la situazione, fermati sulla pellicola. Questo è quanto mi ripropongo impugnando la macchina fotografica per annotare le mie esperienze di uomo d’avventura; e qualche volta ottengo i risultati voluti.”

Che grande uomo, che vita meravigliosa. Mi spiace saperne così poco, ma sto già cercando di rimediare con la lettura dei suoi libri, ma così come giudizio complessivo, al termine della mostra, credo che sia un esempio da seguire per moltissime persone. CHE UOMO.

Inevitabile la voglia di indossare uno zaino, scarponi da trekking e partire, per dove non si sa.

Questa mostra mi ha messo nostalgia della montagna che credevo di non avere. Per anni ho partecipato ai vari campeggi estivi con gli oratori per due settimane di pura incontaminata montagna. Le passeggiate, rigorosamente con il prete-stambecco che non si fermava mai e ti faceva camminare per tutto il giorno, gli accidenti che si beccava, ma allo stesso tempo il ringraziamento e la gioia nel raggiungere le alte vette e vedere una meraviglia che non ti aspettavi, che ti regalava una lacrima.

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Ho voglia di camminare, di “perdermi” nei sentieri di montagna.

Fermarsi a raccogliere l’acqua dal ruscello.

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Mangiare pane e barrette di cioccolato perché ti danno la carica. I grilli che saltano in ogni dove e speri sempre che non ce ne sia qualcuno incastrato da qualche parte.

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Incontri di ogni tipo, dalle mucche agli asinelli alle marmotte 
“.. e poi c’era la marmotta che confezionava la cioccolata!

Raccogliere i fiorellini nei campi per formare dei buchet che arrivavano inevitabilmente appassiti al rientro a casa.

Il togliere e il mettere il kway perché non si capisce che tempo fa, visto che cambia ogni minuto.

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Il naso e gli zigomi rigorosamente bruciati dal sole. Ahh, che desiderio!

“L’essere umano vive in città, mangia senza fame e beve senza sete, si stanca senza che il corpo fatichi, ricorre il proprio tempo senza raggiungerlo mai. E’ un essere imprigionato, una prigione senza confini da cui è quasi impossibile fuggire. Alcuni esseri umani però a volte, hanno bisogno di riprendersi le proprie vite, di ritrovare una strada maestra. Non tutti ci provano, in pochi ci riescono.”

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La carovana è più avanti, e io indietro, ma non perché non stavo al passo, non avevo fiato, o fossi fuori allenamento, nooo, avevo già la passione di scattare foto, ovviamente. Poi le passeggiate in montagna si sono concluse, e con queste anche la voglia di montagna è finita. Sono andata sempre e solo al mare. Ma ho davvero voglia di rimettermi in cammino, magari troverò qualche gruppetto, (della terza età dato che non sono in formissima) con cui felicemente autoinvitarmi.

Concludo con una citazione di Walter Bonatti, con la quale non potrei essere altro che in pieno accordo:

“Se ti è nato il gusto di scoprire, non potrai che sentire il bisogno di andare più in là”

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