Donne con la valigia

Donne con la valigia.. Ouch!

20 febbraio 2014

Avete presente quella sensazione di ansia e inquietudine che compare in modo inaspettato e non sapete se sarete in grado di gestirla?!?

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Molto bene, a me si presenta ogni volta che c’è da preparare una valigia, soprattutto se per pochi giorni, figuriamoci per un weekend con stagione incerta: PANICO TOTALE!

Si, perché anche il tempo gioca la sua parte. Quando c’è un terno all’otto per capire come sarà il tempo, in quei momenti consulti tutti i siti meteorologici, guardi tutti i meteo dei telegiornali, e diciamocelo, ce ne fossero due che siano d’accordo, che dicano la stessa cosa.

No dico, ma come fa uno a preparare la valigia?? Allora ti affidi all’applicazione meteo che hai sullo smartphone, ma chissà come, ma anche lei si prende beffa di te e, in ogni momento in cui entri per controllare come sarà il tempo.. questo inevitabilmente cambia.

Ma ti affidi comunque come un oracolo alla tua applicazione di fiducia, sai che non sbaglierà mai, e ti basi su quello, e accuratamente pianifichi, stili una lista, e prepari la valigia con indumenti pesanti o leggeri, in base alla profezia. Maaaa, rullo di tamburi, una volta giunti nel posto si verifica l’inverso di quanto era stato previsto, per cui ti trovi con 20°C ad indossare paltò imbottiti di pelo, maglioni di lana e Ugg, o l’inverso – 20°C con la tshirt leggerina in seta che si abbina perfettamente alle ballerine in macramè appena acquistate, indossate rigorosamente senza calze.

Dunque il segreto è vestirsi a cipolla. Ebbene, l’ho sempre detestato quando le maestre dicevano il giorno prima di partire per la gita, “non sapendo com’è il tempo.. per non sbagliare.. vestitevi a cipolla”. Loro lo sapevano, senza l’applicazione oracolo, sapevano che per non sbagliare dovevi vestirti con un capo di ogni stagione.

Un po’ come quando ci si prepara per fare il check-in con Ryanair, che avendo le regole così rigide, per non sbagliare e rischiare di aggiungere gli indumenti nei sacchetti dell’Esselunga, ti vesti a mo’ di omino Michelin, e indossi tutti i vestiti che non ci stanno nel bagaglio a mano.

Quindi, per non sbagliare, quando si prepara la valigia è un diritto che si possa ripetere ininterrottamente la fatidica frase “massi, anche questo, che non si sa mai“.

E allora è così che ci si ritrova con un trolley extra-large per un weekend, con lo sguardo allibito del poraccio che ti è passato a prendere e deve farci stare cinque valige nel bagagliaio, ma la tua occupa tutto lo spazio, e allora ti scusi dicendo “non so come sarà il tempo” e sfoggi il tuo sorriso migliore sperando di essere convincente.

Ma il dramma vero, è incastrare tutte le cose in valigia. Ma come si fa? C’è uno studio accurato?

Ho trovato questa strategia, sul libro di Sonia Grispo “Come vivere alla moda”, che mi sembra moolto utile. Riassumo in breve:

La valigia deve essere innanzitutto pratica, che abbia una maniglia e non ultimo e le rotelle, per evitare di rimanere sul pavimento nel tentativo di sollevarla, che sia capiente, impermeabile con tasche e scomparti. Importante distinguerla dalle altre con un nastro, per evitare di confonderla in aeroporto con altre mille valige nere o blu tutte identiche, (mi chiedo sempre se c’era una svendita da qualche parte) che abbia una targhetta con recapiti vari.

Riempirla cercando di dividerla in compartimenti: i pantaloni da una parte, maglioni e magliette dall’altra, accessori in un angolo, scarpe nella tasca apposita, per evitare una volta giunti in albergo di trovare l’armadio delle Barbie e una volta realizzato che non ci starà niente, si è costretti a lasciare tutto in valigia, ma chissà perché si è sempre alla ricerca di quella cosa rimasta sul fondo e con doppio tuffo carpiato ci si immerge nella valigia a mo’di Attila, distruggendo tutto, spiegazzando e stropicciando ogni indumento. E per evitare ciò, se non si è Bree Van De Kamp, se non si possiede un asse e un ferro da stiro, si può appendere l’indumento stropicciato in bagno aprendo l’acqua calda e il vapore, magicamente stirerà il vestito.

Detto ciò … Buon viaggio!

Fonti: Photo Internet; Sonia Grispo “Come vivere alla moda”

  1. in effetti è sempre una tragedia quando c’è da preparare una valigia..ma con mia somma sorpresa, nei miei ultimi due viaggi, sono riuscita a partire con un bagaglio (quasi) vuoto! ho capito che ci sono davvero cose che sono superflue, che è inutile portarsi dietro 4 magliette/camicie in 2 giorni perchè “..eh ma se la sera esco..”, “..questa per andare in giro..”..
    praticamente ho adottato questo sistema: metto metto e metto, poi alla fine faccio un rapido check e constato che c’è troppa roba e inizio a togliere, togliere e togliere. non so se funziona sempre, però ultimamente mi sono stupita di me stessa!
    e soprattutto meno spazio in partenza = più shopping! 🙂 🙂

    1. Buona idea. Proverò anch’io. E soprattutto non ci avevo pensato alla storia di meno spazio più shopping. Hai ragione, adotterò questo motto la prossima volta 🙂

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