Libro in valigia

Mi piace leggere in treno – “La ragazza del treno”.

28 ottobre 2016

Da qualche giorno faccio parte della categoria dei pendolari che devono affrontare i viaggi in treno schiacciati nel compartimento, in attesa di arrivare alla meta. Il mio posto preferito è sicuramente contro il finestrino/porte a mo’ di insetto. E per non farmi cogliere dall’ansia ho deciso di adottare una tecnica infallibile: testa bassa, occhi su libro o Kindle, estraniandomi completamente da tutto e da tutti. Pare funzioni! Per cui leggo, divoro libri di ogni genere.

Finalmente è arrivato, dopo mesi di attesa in biblioteca (quando mi prenotai, avevo davanti solo 750 persone) è giunto nelle mie mani, e come dico sempre, i libri arrivano e si lasciano leggere nelle situazioni migliori. Quale momento migliore se non ora che “vivo” sul treno?!
Oggi vi parlo del libro perfetto, adatto alla location.

“La ragazza del treno” di Paula Hawkins

Rachel è sola, senza amici, alcolizzata, con un matrimonio fallito alle spalle di cui non riesce ad accettarne la fine. Ogni mattina prende lo stesso treno che la porta dalla periferia di Londra al suo lavoro in città. Durante il viaggio, quando il treno si ferma ad uno stop, spia la casa di un uomo e una donna che fanno colazione in veranda. Li osserva e immagina le loro vite perfette come coppia perfetta. Ma una mattina, Rachel in quella veranda vede qualcosa che non dovrebbe, e da quel momento tutto cambia. Questa immagine associata ad amnesie continue a causa dell’alcool, daranno il via, tra una serie di bugie, verità, colpi di scena e ribaltamenti della trama, ad un’indagine che la porterà a scoprire qualcosa di impensabile.

“Non guarderete mai più da un finestrino con gli stessi occhi”

Leggendo le prime pagine, mi sentivo anch’io come quelle persone sul treno che condividevano il viaggio con Rachel, la disprezzavo, la commiseravo, l’avrei evitata, e non nego che il pensiero di chiudere il libro è stato forte. Quasi mi infastidiva. Ma con lo scorrere delle parole, delle pagine, riflettevo e mi sono resa conto che Rachel in fondo lo siamo stati un po’ tutti. Sicuramente, ci siamo trovati in situazioni differenti con modi diversi di reagire, ma purtroppo una caduta, spesso pesante, capita a tutti, e la voglia di reagire o di rialzarsi a volte si fa attendere, e ci lasciamo sprofondare nel buio.

E’ un libro no-stop. Un thriller con una trama, una scrittura e una suspense così coinvolgente, che se si potesse ci si chiuderebbe in una stanza, o perché no su un treno, perdendo la concezione del tempo. Come una dipendenza a cui difficilmente si riesce a resistere, e l’unica cosa che si può fare è arrendersi, divorare le parole e girare vorticosamente le pagine.

Il fatto che leggessi questo libro durante i miei viaggi in treno ha aumentato la suspense e lo scorrere del tempo. Certo, sarebbe stato ancora più suggestivo se guardando fuori dal finestrino avessi trovato il paesaggio inglese, ma quando ho fatto la pendolare a Londra non esisteva ancora. Credo sia ideale per affrontare un lungo viaggio in treno, un interrail, ecco perché l’ho inserito tra i libri da portare assolutamente in valigia.

La morale, è che c’è sempre un motivo per cui accadono le cose, ed è meglio lasciarle andare, senza rincorrerle.

    1. Ciao Giulia, grazie per essere passata! 😉 Vero, l’effetto suspense è fortissimo e le pagine si divorano con facilità! Sto trovando tante persone che l’hanno letto questa settimana nonostante sia passato più di un anno!
      A presto. Laura

  1. Ho iniziato questo libro proprio ieri sera, ci credi? Ne ho sentito parlare, ho visto il trailer al cinema e ora, dopo averlo lasciato per mesi tra i volumi della libreria di casa, ho letto le prime pagine. Come hai detto tu, all’inizio la voglia di chiuderlo c’è, ma mi hai convinta ad andare avanti. Ti farò sapere.
    Un bacione ❤

    1. Ciao Marti, davvero l’hai iniziato ieri? Che sintonia 😉
      E’ vero, uscirà al cinema a breve, credo il 3 novembre, ma non vorrei mi rovinasse il libro. Si, supera i “pregiudizi” iniziali. Ti stupirà! Fammi sapere.
      Un abbraccio!

  2. Mi piace questa morale. E, devo dire, mi attira molto il romanzo. Hai ragione, la lettura aiuta a immergersi in un altro mondo e a dimenticare il disagio dei viaggi sui treni regionali (i peggiori…). Io la sperimento sui tram milanesi, che possono essere peggio dei treni… e confesso che mi capita non di rado di perdere la fermata, se il libro mi cattura!

    1. Ciao Ilenia, io lo uso come “tranquillante” sul treno regionale che mi porta a Milano, per mia fortuna i tram li posso evitare. Saltare le fermate non mi è mai successo, sarebbe divertente però sperimentarlo! 😉
      Buona giornata. Laura

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