Life

Pensieri, parole e… sono davanti a un bivio

1 febbraio 2016

Eccomi ancora qui, nel mio posto preferito: davanti a un bivio, a fissare due strade che per un brevissimo tragitto corrono parallele.
Avete presente quella sensazione affollata di idee, di progetti che vi appaiono improvvisamente senza che nessuno li suggerisca? Che magari vi fanno perdere ore di sonno la notte, perché vengono proprio in quel preciso momento e non si possono ignorare? Che c’è una mente così sovraffollata che per un attimo vi sorge davvero il dubbio di sentire le voci?

In metropolitana ho sentito una ragazza dire all’amica: “Ho un quaderno sul comodino, pieno di appunti, e mi vengono così. Non ne posso più. Mi sveglio e scrivo“.
Ho guardato la ragazza, in effetti era sconvolta e indossava grandi occhiali da sole scuri. Ma per fortuna non sono l’unica pazza che appunta frasi, che alla mattina risultano rigorosamente senza senso, incomprensibili, tutte scritte tremanti con parole che si accavallano l’una sull’altra. Ma soprattutto non sono l’unica che indossa occhialoni scuri in metrò.

Ma succede all’improvviso, ti capita l’occasione che aspettavi da tempo e non sai se prenderla al volo, perché in realtà la vuoi, solo che ora hai progettato altro.
Cosa? Non è dato saperlo. Paura? Può darsi. Rimpianti? Forse. Palle? Non pervenute.

Ma allora è vero quel detto che le cose arrivano quando smetti di cercarle?!?!

Normalmente si troverebbe una soluzione. Si può parlare con qualcuno, che ti suggerisca, ti consigli, ti aiuti. Ma chissà perché l’Universo decide di donarti due persone, entrambe che ti mostrino la vita in una e nell’altra strada, e qualunque dubbio invece che risolversi, alleggerirsi, si moltiplica all’infinito. Della serie sono scelte tue, arrangiati! Tiè!

Quindi ho deciso di non intervistare più nessuno, perché ho già troppi ma e forse. Faccio schemi, diagrammi, in modo particolare il diagramma di Venn, che fa figo. Mai fatto in vita mia, neppure alle elementari, ma eccomi qui con fogli bianchi alla mano, penne indelebili a fare l’elenco di cosa mi servirà e cosa no.

Ed è strano perché pensavo di trovare delle differenze sostanziali se percorro una strada invece che l’altra, invece sono le medesime. Stesse paure, stesse gioie, stesse difficoltà, solo persone diverse. Mi servirebbe solo un pizzico di follia.

So che questo bivio mi serve, mi darà una svolta. L’ultima volta è successo così. Ma è difficilissimo rimanere qui a guardare.

Ho bisogno di far visita a una vecchia ” amica da cui sento il bisogno di ritornare solo per farmi abbracciare, per farmi incoraggiare, per asciugarmi le lacrime e per riportarmi sulla retta via “.

Quindi per pensare, viaggio.

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