Donne con la valigia

Sono una viaggiatrice anomala

5 aprile 2016

Sono una viaggiatrice un po’ anomala. Lo ammetto.

1 – Mi dimentico di comunicare che sto partendo o che ho prenotato.

Spesso mi capita di visitare diversi blog e trovare frasi tipo “Next trip…” o “ – 100 giorni a …” o “Il viaggio del mese è..”
Io quando vedo queste frasi, magari scritte con effetti lampeggianti, rimango sempre un po’ basita. Non ne capisco il senso. Forse perché non mi comporto così e tendo sempre a comunicarlo mentre sto per prendere l’aereo o giorni dopo che sono atterrata. Di routine ormai è ricevere messaggi tipo “ci vediamo?” e io che rispondo con una super frase d’effetto “ma non te l’avevo detto, sono a Barcellona. Mi è un po’ difficile raggiungerti.

Ovviamente io so di non averlo detto a quella persona e a nessun altro.
Sarà per scaramanzia, o perché non mi va che si sappiano gli affari miei, o perché non voglio dare il via a una luunga lista di consigli non richiesti, ma preferisco tenerlo per me.

2 – Nei viaggi in compagnia evito di pianificare un itinerario.

Non perché sia pigra e preferisca che lo facciano gli altri, ma più che altro perché ho constatato che ogni volta che si crea un itinerario bene studiato, pianificato ai minimi dettagli, prima della partenza è super lodato, all’arrivo è super boicottato.

E’ difficile far coincidere i gusti e le esigenze di tutti, specie se a viaggiare si è in più di tre, e a volte può esserlo anche se si è solo in due. Ho adottato questa soluzione: quando si arriva, cartine e guide alla mano, ciascuno dice un paio di posti che gli piacerebbe visitare, si fa una lista e si cerca di incastrare tutto.
E’ meraviglioso scoprire quanti punti in comune ci siano. Vi assicuro che usciranno gli stessi posti che avevate pianificato nel dettaglio prima della partenza. Ma ovviamente nessuno vi darà mai la soddisfazione di affidarsi completamente a voi. Così tutti contribuiscono, si sentono partecipi e si può finalmente partire alla scoperta.

3 – Quando viaggio da sola spengo il GPS.

Solo cartine alla mano. Mi è capitato la prima volta a Londra. Ricordate il post “St. James’s Park: Perdetevi con me”? Avevo il GPS e internet completamente spenti, e avevo dimenticato la guida della città completa di cartina a casa, già perché era solita pensarci la mia coinquilina. Mi sono lasciata trasportare dal mio senso dell’orientamento, ma mi hanno distratto i profumi, la gente, i pensieri, e ho finito con il raggiungere l’altra parte della città e inevitabilmente con il perdermi.

Ma ho scoperto che adoro perdermi.
Credo che chi sia in grado di disconnettersi dalla tecnologia e affidarsi al proprio istinto abbia diritto ad un premio. Il premio sta proprio nelle meraviglie che si scoprono perdendosi. Gli scorci non presenti sulle mappe, le librerie nascoste, i mercati nati per caso, o semplicemente panorami mozzafiato. Questa cosa fa sorridere, mette una gioia nel cuore che ti fa dimenticare l’arrabbiatura per aver dimenticato a casa mappe e altro.

E voi? Quali sono le vostre anomalie in viaggio?
Raccontatele qui sotto!

  1. Eccomi! Noi siamo moltooo simili.
    La prima cosa la faccio anche io. Non sono una tipa da grandi annunci. Sono più una da: foto della marina+ “Ciao a tutti, da qua partirà la mia traversata oceanica.” Ed in effetti è andata proprio così. Ricordo ancora i commenti basiti delle persone, sia blogger e lettori che mi seguono sia amici. Ho scritto tutto quando stavo per partire con la barca e mi trovavo già da giorni in Francia. Immagino che la prassi volesse grandi annunci per una avventura simile, ma io proprio non ci riesco. La frase che tu scrivi: “ma non ti avevo detto che dovevo partire per…?” è un mio grande classico. Comunque ho notato che meno si dice o più si resta vaghi, più le persone rimangono incuriosite 😀 Quindi alla fine dei conti, non devo tormentarmi troppo per la mia scarsa attitudine social.
    Inoltre, anche io lascio grande spazio all’improvvisazione se sono in viaggio con qualcuno e lascio scegliere anche a loro i luoghi da visitare.
    Mentre per la terza, io mi perdo di continuo perché sono una pessima utilizzatrice di cartine e il mio gps non mi ha mai aiutato 😀 Mi affido alle persone con cui viaggio, ai passanti, e al mio scarso senso dell’orientamento in città (per il trekking in mezzo alla natura sono molto più brava a trovare percorsi) per perdermi in qualche bel luogo. Ho il cxxo che finisco sempre in qualche posto interessante 🙂
    Hai trovato qualcuno che ti somiglia però 🙂

    1. Ciao Vale, che bello il tuo commento, e che bello trovare qualcuno che mi somigli in così tanti aspetti. Mi sento sempre un po’ strana e “diversa”. Grazie 😉 Nel caso della tua attraversata probabilmente io lo comunicherei al rientro, o forse mai. Alla fine è un’esperienza e una crescita personale che difficilmente chi ci sta intorno riesce a capire!
      Un abbraccio e Buon Vento!!

      1. Sono stata molto enigmatica e ho pubblicato due foto pre-traversata solo per, è strano da dire, tenere a bada chi cercava di estrapolarmi informazioni 😀 e non si capiva bene se fosse uno scherzo o meno ma sparire tanti mesi richiedeva una spiegazione generica almeno.

  2. Ciao Laura 🙂
    Io mi ritrovo solo nell’ultima e, a volte, nemmeno in quella. Ognuno è fatto a modo suo 😉
    Al momento non mi viene in mente nessuna mia anomalia in viaggio, se non che a colazione il mio stomaco riesce a contenere il triplo del cibo che contiene normalmente a casa 😛
    Se me ne vengono in mente ti scriverò di nuovo 😉
    Un bacione 🙂

    1. Ciao Martii 🙂 Infatti ho premesso di essere anomala, che non ho mai sentito nessuno che la pensasse così 🙂 Ma appunto come dici tu ognuno è diverso!
      Caspita, mangi il triplo?!? Ahaha 😉 a me stranamente si chiude lo stomaco!
      Attenderò tue news!
      Un abbraccio

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